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Eva Hesse e l’assurdo. La pittura a tre dimensioni
da Rosalind Krauss, The Optical Unconscious, 1993
di
Giacomo Belloni

Assurdo era l'aggettivo che Eva Hesse utilizzava quando parlava della sua arte. Lo considerava la sua più grande qualità. Assurdo è quel qualcosa che attraverso la ripetizione è possibile produrre senza sforzo. Assurdo è inoltre un metodo operativo, quello che le consente di disimparare e di fare un passo indietro per uscire dagli schemi scontati. La ripetizione poi reitera aggiunge altra assurdità all'assurdo, amplificandone la portata.
Eva Hesse utilizza progressioni, griglie, serie, sulle quali - quasi giocando e spesso ossessivamente - propone un mondo giocoso di scricchiolii e di balbettii. (Krauss)
Ma soprattutto Hesse concepiva l'opera nel suo rapporto con la verticalità, in un campo visivo capace di conformarsi alla parete in un rapporto con questa
fronto-parallelo.

Nel 1966 Hesse realizza
Hang Up, una grande cornice vuota dalla quale fuoriesce, in tutta la sua assurdità, un rigido filo metallico. Non si capisce bene da cosa esca il filo né dove voglia andare; sicuramente però quest'opera esplicita il suo rifiuto per la pittura, allo stesso tempo la sua incapacità di abbandonarla e, allo stesso tempo, il suo interesse per una spazialità che ne amplifica tridimensionalmente le possibilità.

Per far ciò utilizza quindi materiali completamente nuovi come il caucciù e la fibra di vetro, con i quali realizza nel 1969
Contingent, un'opera in bilico tra scultura e quadro che pende come un velo perpendicolarmente alla parete; Nello stesso anno crea Expanded Expansion.
Il 1969 è l’anno di
Right After, una ragnatela di fibra di vetro reiterata nella successiva versione Untitled, realizzata con corde coperte di latex. Il 1970 è l'anno della sua scomparsa, anno in cui realizza la sua ultima opera: sette pali sospesi coperti di fibra di vetro in cui dichiara apertamente la sua prosecuzione di Pollock. D'altronde era stata proprio Eva Hesse che in una sua intervista rilasciata al Time dichiara: il caos può essere strutturato in non-caos. Lo abbiamo imparato da Pollock.

Il critico Hilton Kramer sostenne che l'opera di Hesse era orientata verso la pittura piuttosto che, come potrebbe apparire, alla scultura:
la Hesse altro non fa che adattare l'immagine dei dripping di Pollock a un medium a tre dimensioni.

io@giacomobelloni.com


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"È vero, principe, che una volta avete detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza?" Dostoevski, L'Idiota

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