JEAN PAUL SARTRE: Dita e non dita


Klee è un angelo e Wols un povero diavolo. Uno crea e ricrea le meraviglie di questo mondo, l'altro ne prova il meraviglioso orrore [...]


"L'artista diceva Klee, è meglio di una macchina fotografica [...] attraverso la nostra conoscenza della sua realtà interna, l'oggetto diventa molto più della sua semplice apparenza... Oltre questi modi di considerare l'oggetto in profondità, altri sentieri conducono alla sua umanizzazione, stabilendo fra il Te e il Me un rapporto di risonanza che trascende ogni rapporto ottico. Prima di tutto, per via di un comune radicamento terrestre che partendo dal basso, sale fino all'occhio. In secondo luogo, per via di una comune partecipazione cosmica che sopraggiunge dall'alto. Sentieri metafisici nella loro congiunzione. [...]
Klee è troppo realista per accettare che il puro vuoto si faccia sguardo e che gli oggetti sfilino, come manichini di moda, di fronte ad un invisibile spettatore. Qualsiasi siano i modelli scelti , il pittore non espliciterà ciò che sono senza imparare, nello stesso istante, ciò che è. Il mare, a seimila piedi di altitudine, a mille chilometri all'ora, irrigidito, gelato, raggrinzito, con la denuncia della sua solidità segreta rivela la velocità dell'aeroplano causa della sua riduzione. Tutto il mare è aeroplano, l'aeroplano è tutto il mare. Questa reciprocità di riflessi verrà schiacciata sulla tela [...] Ecco il luogo: qui ha origine una pittura organica o, come dice Lee "fisiologica". Il pittore ed il suo modello appartengono in egual misura alla totalità che regola i loro rapporti autentici e, d'altra parte, s'incarna completamente in ciascuno di essi. L'oggetto si svela nel suo rapporto funzionale con il mondo e, nello stesso tempo, svela l'artista nella sua relazione fisiologica con l'insieme indivisibile".

Jean Paul Sartre, da
Pensare l’arte, Dita e non dita.



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"È vero, principe, che una volta avete detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza?" Dostoevski, L'Idiota
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