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AI Magazine_________________________________________________________________

Giuliani in mostra a Dubai. Landscapes

di Giacomo Belloni

Febbraio è un mese ricco di eventi e di manifestazioni negli Emirati Arabi, sia a Dubai che ad Abu Dhabi. Degna di nota è per noi la “solo exhibition” dell’eclettico artista romano Giuliano Giuliani. Sono in molti nel Golfo a essere interessati al suo lavoro, anche sulla scia che tutto ciò che è made in Italy qui gode di un appeal fuori dal comune. Nonostante le molte proposte Giuliani ha preferito concentrarsi su un unico evento, della durata di soli 10 giorni, a Dubai, presso il nuovo spazio BlueSky Contemporary Art, nell’esclusivo Dubai Design District.
L’importanza dell'evento è testimoniata dal fatto che l’organizzazione è stata curata da alcuni gruppi di caratura internazionale. Non poteva di conseguenza mancare la sponsorship sia di Greta Edizioni che di AI Magazine, sempre attenti sostenitori di iniziative degne di nota.
Ma cos’è che rende tanto particolare e ambita - anche qui negli Emirati - l’arte del maestro romano? Sarà per quella sua capacità innata di riuscire a esprimersi con rara sincerità, così tanto ricercata da quegli appassionati che oggi vogliano uscire dagli schemi usuali per orientarsi verso un’arte pulita, reale e onesta; un’arte non urlata, mai invadente, delicata e a misura del fruitore riservato.

La pittura di Giuliano Giuliani è infatti sempre riferita a una dimensione serena, sussurrata a punta di pennello, frutto di un’onestà creativa e di una sicurezza nel mezzo espressivo raramente riscontrabili in un mondo tanto contaminato dalle necessità del mercato.
Forse anche per questo l’artista romano ha deciso da tempo di evadere dal contesto nostrano per abbracciare nuove possibilità, meno limitate da una crisi che sembra aver portato anche nell’arte molte delle proprie restrizioni.
Per lui la pittura deve essere istantanea, un medium in grado di recepire e di trasmettere l'emozione attraverso una sola singola battuta, almeno in prima istanza. Il tempo è decisivo: l’istante del colpo d’occhio così come quello della pennellata, devono essere in grado di far uscire allo scoperto tutte quelle sottigliezze che solamente un’arte immediata riesce a trasmettere. Colpire fulmineamente, toccare le corde necessarie per poi lasciare lo spazio, ma solamente a palpitazione suscitata, ad una riflessione successiva, più meditata. La pittura è il mezzo capace di colpire in profondità, ma soprattutto in grado di consentire all'artista un'espressione in linea con le dinamiche e le tempistiche della passione e del sentimento.
Ecco perché dipinge. Su tela, su tavola, su masonite, su carta; pittura su ogni superficie possibile, purché pittura, e ovunque sia possibile dipingere. Per Giuliano Giuliani fare arte non è mai una questione di formato o di tecnica ma una necessità interiore dettata dalla ricerca dell’espressione pura, scevra da qualsiasi interferenza, da qualsiasi contaminazione postuma e inquinante. Solamente così il suo agire creativo riesce ad essere l’esteriorizzazione materiale dell’essenza, rivelazione tangibile dei silenzi inespressi.
Dipingere è per lui un’esigenza irrefrenabile, un impulso istintivo e inconscio, la necessità incontenibile e necessaria per imprimere nel diario dell’esistenza il segno leggero del passaggio fugace e rapido dell’intenzione. Ecco perché la sua opera è vera e propria poesia, capace di mettere in luce le risposte che stavamo cercando, quelle indispensabili per ricomporre il puzzle visivo che costituisce la nostra complessa interiorità. Per una completa percezione delle sue opere la vista non è sufficiente, sono coinvolti tutti i sensi. Il colore ha sapore e la materia diviene tattile, epidermica. Le forme si ascoltano e l’opera diventa esperienza percettiva completa, meritevole di essere vissuta in tutta la sua pienezza. Soltanto considerandola in questo modo comprendiamo l'arte di Giuliani in tutte le sue declinazioni; unicamente così essa diviene il mezzo per riscoprirci, per ritrovare i pezzi che ci mancavano.
Al contrario di ciò che potrebbe apparire Giuliano Giuliani non è un pittore figurativo. I suoi paesaggi virano sul referenziale solamente quando gli è necessario un pretesto per fermarsi e ritrovare un punto fermo, un’apparenza riconoscibile. Tutto il resto è schietta e genuina gestualità, azione creatrice allo stato puro. Ciò che è importante non è il risultato finale ma l’opera in quanto contenitore del processo creativo, tabella di marcia dell’intera azione sulla superficie. L’artista lascia infatti tutte le tracce del proprio passaggio, non vuole nasconderne nulla: le pennellate debbono rimanere visibili e manifestarsi senza pudore; il sua passaggio è evidente tra le sovrapposizioni della materia, tra i solchi e i graffi, tra le ampie sfumature, laddove gesto e segno lasciano tracce del percorso generatore.
Questa è l'arte di Giuliano Giuliani, artista prezioso che oggi qui sta avendo un successo incredibile. D'altronde la sua è una storia che abbiamo già visto molte volte, e che purtroppo continuerà ripetersi nel tempo. Noi, tendenzialmente esterofili, finiamo troppo spesso per non accorgerci dei nostri talenti, magari preferendo artisti ma che offrono un sapore straniero, anche se poca sostanza.

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