Testo pubblicato su:
Brivido Pop
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Brivido Pop, stratificazioni mnemoniche.
di Giacomo Belloni

I lavori di Brivido Pop si offrono a noi come lampi istantanei, illuminanti. Alla stregua di vortici avvincenti e coinvolgenti le sue opere ci riportano alla memoria e ci fanno rivivere - in versione aggiornata e contestuale - le icone più caratteristiche, quelle di oggi ma anche quelle del nostro passato, tutte le immagini che - a suo tempo - non abbiamo avuto la prontezza di privilegiare ed eleggere come rappresentative. Brivido Pop le identifica, le riprende e scrolla loro di dosso un'immeritata provvisorietà; le preleva, le consolida, a volte le nobilita, affinché rimangano patrimonio indelebile della nostra storia, individuale e collettiva.
Centinaia di immagini emblematiche, incollate insieme, assemblate tra loro; immagini che riaffiorano dal caos dell'indifferenza per tornare nuovamente ad esistere, riprese dall'artista con la forza della loro significazione e gettate in un puzzle scomposto, in attesa dell'approvazione della sensibilità di chi se le ritrova di fronte riunite in analogie riuscite ed efficaci.
Come frammenti di un sogno Brivido Pop riesce a farle riemergere dall'abisso oscuro del nostro inconscio distratto, affinché si materializzino durature alla nostra coscienza, perché se ne riassegni un meritato valore.
Ogni opera porta con sé la forza del linguaggio fecondo della frammentazione, lo stesso che utilizza l'inconscio per rivelarsi alla coscienza. Graduali stratificazioni di tracce impresse nel registro sotteso della storia percettiva della comunità che le ha generate, composizioni sequenziali, progressive, in ordine solo apparentemente casuale.
Un linguaggio ancestrale che parla per immagini sovrapposte, mescolate tra loro nell'unico ordine possibile - quello creativo - imposto dalla sensibilità rivelatrice, in una successione che solo apparentemente si concretizza per mezzo di analogie formali. Qui nulla è fortuito, accidentale o casuale, ma fa parte di una sintassi che proviene da lontano, da quella dimensione recondita della nostra percezione che ancora parla per metafore; una
scrittura psichica avrebbero detto Freud o Derrida, laddove la parola ancora non esiste; questa arriverà solamente dopo per tradurre qualcosa di originario in un lessico comprensibile anche dalla ragione.
Le icone di Brivido Pop sono frammenti visivi di un tempo consumato rapidamente, rimpiazzati da nuove figurazioni più adatte all'istante che corre, destinate anche loro a sopperire ad una velocità di fruizione che non consente a nulla di rimanere in evidenza troppo a lungo; sono frammenti conservati gelosamente nella memoria, tracce confuse che si ribellano alla cancellazione, che non vogliono essere messe da parte o peggio, essere confuse con altre banali o meno significanti. Tutte immagini che Brivido Pop riesce a far riemergere da un inconscio collettivo, ripescate ora per resistere al tempo ed eternarsi alla vista di colui che rivede nell'arte una delle poche possibilità per ritrovare la verità in ciò che ordinariamente appare.
Come tatuaggi sulla pelle del gruppo queste icone non scompaiono mai ma restano come tracce vaganti nell'oblio dell'immensità, nel
mare magnum delle figurazioni che hanno caratterizzato il gruppo che le ha generate, imprescindibili simbolismi condivisi di una grammatica sociale ed accomunante. Esse riaffiorano a testimonianza che ciò che è realmente parte di noi non si perde nel tempo ma rimane presente, anche se sotterraneo, in attesa solamente di trovare l'artista sensibile e virtuoso capace di riprenderle per riportarle alla luce.

Miti del cinema, personaggi famosi di ieri e di oggi, campioni sportivi, cartoons, brand prestigiosi, icone artistiche contemporanee e del passato, prelevate dall'isolamento e fatte incontrare, messe a confronto in una sorta di presente continuo, come se il tempo non fosse mai stato un loro problema. Insieme dialogano, si intendono meravigliosamente come se non avessero atteso altro che riuscire finalmente ad emergere dalla monotonia di una prigione dorata.
All'artista il merito di aver dato loro non una nuova vita, (di quella non ne avevano decisamente la necessità) ma un diverso status ontologico, forte della ricontestualizzazione. Brivido Pop utilizza questo linguaggio efficace ed originalissimo. Con la sincerità della sua arte rincolla frammenti sparsi,
ready-made che unisce tra loro per raccontare nuove storie. Come attori che cambiano ruolo le sue icone si incontrano per interpretare nuove efficaci narrazioni.
L'apparenza inganna. Al contrario di quanto avveniva nei
decollage degli anni '50 e '60, quando la lacerazione faceva emergere per sottrazione il dramma sommerso, il disagio individuale, quando la ferita subita poteva essere espressa solamente tramite un'azione di sottrazione, spesso rabbiosa, Brivido Pop lavora invece per addizione.
La differenza con il passato sta prima di tutto nell'intenzione e nelle ragioni di una poetica artistica che vuole essere costruttiva, in una visione che si apre a nuove potenzialità. Il mondo viene ora investito di una espressività costruttiva e riscoperto nelle sue possibilità più vantaggiose per mezzo di un linguaggio solare, positivo e ben augurante.
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"È vero, principe, che una volta avete detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza?" Dostoevski, L'Idiota
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