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CREATURES BEHIND
di Giacomo Belloni

Dal 1 al 3 di settembre si terrà a Pitigliano, nell’importante e splendida cornice di Palazzo Orsini, l’oramai consueto appuntamento annuale con l'arte dei Patrì.
Anche quest’anno una meravigliosa opportunità per immergersi nei lavori di questi due artisti i quali, meglio di chiunque altro, riescono a catturare nelle proprie opere i colori e le sensazioni di un’attualità in rapida evoluzione.
Da sempre i Patrì ci offrono un compendio esemplare dei tempi in cui viviamo, filtrando la crudezza del mondo da tutto ciò che lo contamina, per lasciare sulle opere solo ciò che è ben augurante per un futuro carico di opportunità costruttive.
Con la solo exhibition di quest’anno “Creatures Behind” i Patrì si sono spinti ancora più avanti; intendono indagare l'individuo e il rapporto inconfessato con ciò che c’è dietro di lui, dietro un’esteriorità di comodo, behind appunto.
Con questi nuovi lavori hanno voluto far emergere la creatura che ci accompagna nel quotidiano relazionarci in un contesto sociale, quel lato di noi che proviamo a mantenere celato perché terrorizzati dal doverlo mostrare senza filtri. Una creatura che si nasconde e che ci segue come un'ombra, in attesa solamente di trovare uno spazio, un momento di incertezza, per emergere libera da ogni condizionamento.
C'è sempre qualcosa che si trova dietro, behind, una creatura volutamente offuscata dalla presenza invadente dell’apparenza. Dietro una facciata di mera convenienza, dietro il personaggio che decidiamo d’interpretare per riuscire a essere riconosciuti e accettati, c'è la nostra vera essenza, c'è la creatura impulsiva e incontrollabile, tenuta lontana per la sua assoluta ingestibilità. La creatura è infatti indomabile proprio perché espressione di uno spirito dionisiaco, pura istintualità primigenia, un alter ego che nessuno può permettersi di mostrare nella sua pulsante irrequietezza. È sempre lì, dietro la facciata; si nasconde finché riesce, in attesa di comparire non appena le difese si allentano.
La creatura dei Patrì non è però un mostro oscuro e senza forma che emerge dal profondo delle nostre paure; la loro creatura si materializza sempre come un'icona familiare, riconoscibile, positiva.
Tutti si sono immedesimati nei personaggi che facevano parte della loro infanzia, tutti hanno voluto essere un eroe o il protagonista di un fumetto o di un cartone animato, lo stesso con il quale sognavamo un mondo di leggerezza. L'infanzia, si sa, scevra da qualsiasi complessità, fa propri i linguaggi semplici, comprensibili e incontaminati. Lá il pensiero ingenuo elimina ogni inutile decorazione per lasciare sul campo solamente ciò che rende il sogno possibile e realizzabile.
Chiunque vedrà i nuovi lavori dei Patrì si sentirà inconsapevolmente chiamato in causa per compiere la sua scelta, e lo farà in base al personaggio rappresentato, alla “creatura” che è dietro di lui. Per mezzo di questa compirà poi un percorso personale che lo porterà a elaborare un’analisi dettagliata dell'intera opera. Ecco allora che la creatura altro non è che il pretesto per una lettura articolata e profonda del dipinto che finalmente si apre all'osservatore in una complessità comunicativa senza pari. Il messaggio si palesa lentamente man mano che si entra nell’opera, fino a trovarsi totalmente coinvolti nella dinamicità di un discorso che dispiega senza intermediazioni un punto di vista contemporaneo e sincero.
Insomma, dietro la semplicità di un'icona, di una “creatura che sta dietro”, l’opera ci costringe a fare una scelta personale, esclusiva. Essa diviene nostra perché riflette la creatura che, quando ancora non avevamo malizia, materializzava i nostri auspici. Subito dopo però il dipinto ci mostra la realtà che viviamo tutti i giorni, quella che ci circonda, tradotta dall’insostituibile mediazione della sensibilità artistica dei Patrì che riescono, senza mezzi termini, a mostrarcela come fosse una nitida fotografia a colori dei tempi che viviamo.
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"È vero, principe, che una volta avete detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza?" Dostoevski, L'Idiota
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