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Schermata 2014-01-24 a 14.23.06
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Abu Dhabi: qui Il futuro dell'arte è già cominciato.
di Giacomo Belloni

L'arte contemporanea sta velocemente spostando il proprio baricentro nel Golfo Persico. Oggi infatti Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti, è un crocevia unico al mondo, crogiolo geografico di culture a confronto e di movimenti in fermento che trovano facilmente ospitalità in un paese interessato più che mai a costruire un polo perfetto, unico al mondo e senza concorrenza. Il futuro dell'arte contemporanea si sta materializzando in un progetto di immani proporzioni e senza precedenti nella storia, dove si stanno investendo enormi quantità di capitali con lo scopo di trasformare Abu Dhabi nella capitale della cultura mondiale.
Poiché negli Emirati i sogni dei visionari diventano velocemente realtà, tutto questo avverrà in tempi brevi e con risultati strabilianti. Se Dubai ospiterà l'Expo, Abu Dhabi nel 2020 sarà in grado di accogliere milioni di turisti e di visitatori orientati a godere delle preziosità dell'arte e dei servizi ad essa connessi.
Parigi e New York stanno passando velocemente di moda, trasformandosi velocemente in un passato che lascia il testimone ad una città in grado di dedicare all'arte e alla cultura addirittura un'isola. La Saadiyat Island - in arabo
isola della felicità - è infatti quasi completamente consacrata all'arte e alla cultura.
L’isola si trova a circa 500 metri dalla costa di Abu Dhabi che si affaccia sul Golfo Persico e ospiterà in breve tempo l'intero polo culturale del paese, forte della prossima apertura delle sedi emiratine del Guggenheim, del Louvre e di altre istituzioni museali di grande importanza e magnificenza, come lo
Sheikh Zayed National Museum, il Marittime Museum, il Centro Culturale Heydar Aliyev, il Centro di Arti Visive e ancora altre situazioni, come i cinque teatri ad alta capienza e le sedi delle maggiori università mondiali, che trasformeranno una parte dell'isola nel Saadiyat Cultural District, o, come lo chiamano ad Abu Dhabi, il centro della cultura globale.
Davanti a tanta abbondanza è necessario precedere con ordine.
Il Guggenheim, progettato dall'architetto americano Frank Ghery - lo stesso che ha creato la sede di Bilbao - sarà una struttura di circa 30.000 metri quadrati, 12.000 dei quali dedicati a spazi espositivi per l'arte contemporanea. Tra tutte le sedi del Guggenheim - New York, Las Vegas, Berlino, Bilbao e Venezia - quella di Abu Dhabi sarà quella più estesa. Ci saranno aree appositamente strutturate per la ricerca, altre per il restauro, vi sarà un centro di cultura araba ed islamica, una sezione adibita ad
arte e tecnologia ed un teatro in grado di accogliere fino a 350 spettatori.
La struttura, in perfetto stile Guggenheim, sarà già di per sé un capolavoro dell'architettura contemporanea: le sue geometrie costituite da coni e cubi, disegneranno nuove ed affascinanti forme nello spazio, caratterizzando il museo non solamente per il valore culturale delle opere in esso contenute, ma anche per la tipicità dello skyline che disegnerà. La sua apertura è prevista per il 2017.
Il Louvre è invece progettato dall'architetto francese Jean Nouvel che lo ha concepito come una vero e proprio villaggio sull'acqua. Inserito sul lungomare di Saadiyat Island, il Louvre sarà esteso per più di 24.000 metri quadrati e sarà costituito da piazze, canali, stradine, giardini e vicoli che si apriranno sui padiglioni espositivi. Imponente sarà la cupola dal diametro di ben 180 metri, progettata per ombreggiare senza mai coprire completamente, in modo da lasciare trasparire la luce ambientale in modo caldo e naturale. Questa modalità progettuale tipica delle architetture degli Emirati (la abbiamo vista già per
The Gate di Dubai) ricerca l’ombra per dare sollievo anche nei periodi più caldi dell'anno e, nel contempo, non privare i camminamenti dell'illuminazione solare.
Il museo conterrà solamente opere selezionate provenienti
in primis dal Louvre di Parigi, quindi da alcuni musei parigini e dalle più importanti gallerie francesi, offrendo un compendio di tutto rispetto e degno dell'elevato livello che si vuole offrire. L'impegno ambizioso dei primi anni sarà inoltre quello di organizzare ben quattro mostre di rilievo ogni anno. L'inaugurazione del Louvre è prevista per il 2015.
Lo Sheik Zayed National Museum verrà invece costruito su progetto di un altro architetto di caratura internazionale: Norman Foster. Il museo, intitolato allo Sceicco Zayed, fondatore ed ex-presidente degli Emirati, colui che ha avuto la capacità di trasformare questi luoghi in un territorio unico al mondo, sarà dedicato interamente alla storia degli Emirati e dei paesi che si affacciano sul Golfo Persico. L'enorme complesso accoglierà, oltre ai consueti spazi espositivi, anche alcuni teatri e i necessari spazi educativi, che in questo paese non mancano mai. La sua apertura è prevista per il 2016.
Il progetto del Maritime Museum è invece di Tadao Andò che propone un layout di vele triangolari riflesse sul mare come richiamo alla tradizionale e storica imbarcazione emiratina. Il progetto prevede una struttura semplice ma di forte impatto emotivo, riuscendo a far interagire lo spazio ed una luce suggestiva riflessa dall’acqua sulla quale si erge. Questo, così come il Performing Art Centre di Zaha Hadid sono previsti essere pronti e inaugurati nel 2020, anno in cui si terrà l'Expo di Dubai.
E ancora il Biennale Park costituito da ben 19 padiglioni ospiterà, come in molte altre parti del mondo, esposizioni di importante levatura di arte, architettura ed altre situazioni che ne richiederanno l'impiego.
Tutto questa immensità sarà circondata da hotel, alcuni dei quali sono già aperti e funzionanti, come il St. Regis Saadiyat, il Montecarlo Beach Club Saadiyat con il suo Golf Club, il Park Hyatt Abu Dhabi e molti servizi di gran lusso e da ville prestigiose.


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"È vero, principe, che una volta avete detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza?" Dostoevski, L'Idiota

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