Testo pubblicato su:
Schermata 2014-01-24 a 14.23.06
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Leggiadre ispirazioni
di Giacomo Belloni

Le opere di Stefano Calisti sono lavori delicati e gentili, quasi impalpabili, velati da una leggera cipria di dolcezza. I suoi paesaggi ci accolgono con ospitalità divenendo un sicuro rifugio dove entrare senza la paura di essere raggiunti, con la certezza di poterci rimanere fintanto non sarà passato il pericolo. Etereo e indefinibile, ciò che raffigura ci trasporta in un mondo incantato e pieno di poesia.

Egli ha la rara capacità della sintesi, per questo riesce sempre a mettere d'accordo tutti. La volontà di esternare il proprio mondo interiore ben si adatta alla necessità di quiete dell'osservatore, espressa attraverso una sintassi leggiadra, quasi elementare. Quello che propone sui suoi dipinti è il suo mondo interiore, così com’è, senza mistificazioni: le colline marchigiane, i cieli tersi, una vegetazione fatta di querce che dominano forti la terra madre, florida e feconda. Il tutto raffigurato con colori incantati: firmamenti scarlatti, campi arancio, querce cobalto; usa l’ocra per le case, il rame e il giallo brillante per i campi di grano, le chiome sono vestite di rosso veneziano. Il colore è il suo segno distintivo, la sua firma inconfondibile. È stato definito il prestigiatore dei colori per quella sua sapienza nello scegliere, mescolare e dosare le tonalità della sua tavolozza. Per mezzo del colore Calisti appiattisce le campiture, elimina le pesantezze, evita le sfumature non necessarie rendendo i dipinti sempre immediati e digeribili, con tinte mai invadenti o faticose da leggere.

Le sue opere sono poesie delicate e gentili, emblemi di un modo di essere uomo, ancor prima che artista. Questo è il risultato di scelte precise e consapevoli, maturate dopo profonde riflessioni: prendere tutto molto meno seriamente, perché oltre la coltre scura ed opprimente dell'apparenza c'è un mondo incantato dal quale è ancora possibile farsi corrompere, quello dei suoi dipinti.


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"È vero, principe, che una volta avete detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza?" Dostoevski, L'Idiota

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