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PATRÌ: Separati da una linea, uniti da un'idea"
di Giacomo Belloni


Patrì racchiude in una sola firma un progetto, tanto ambizioso quanto smaliziato, che vede come protagonisti due giovanissimi amici che, stanchi ed esausti dalla monotonia della società odierna, delle poche opportunità che sono state loro lasciate dalle generazioni precedenti, decidono di sfogare il loro disappunto intraprendendo un percorso artistico dirompente, volto a svelare al mondo la loro sensibilità attraverso un lessico contemporaneo e metropolitano.
Nulla di troppo pensato, meditato; un progetto quasi ingenuo, come solamente le grandi idee possono essere.
Al contrario, oltre i proponimenti, una ricerca formale molto studiata, che li vede in prima linea nell’esplorare tutti gli stilemi in grado di esprimere una creatività piena di energia e di fervore.

Un intento ed un’idea innovativa che li unirà ulteriormente, sia come amici che come artisti.
Creare per evadere da un contesto imposto e scontato, dipingere per uscire dagli schemi preconfezionati di una società stereotipata, fare arte per far emergere la vera personalità artistica di un binomio che viaggia sincronico, pur nel rispetto delle singole individualità.
Questo è Patrì: un tutt’uno artistico forte della diversità dei suoi singoli elementi, conscio e consapevole che, uniti nella firma, portano nell’opera tutto il valore e la ricchezza della loro differenza caratteriale ed espressiva.

"Separati da una linea, uniti da un'idea" è quindi lo slogan che sintetizza la tecnica di Patrì.
Le due personalità diverse degli artisti si esprimeranno all’unisono sulla tela con una costante: la presenza di linea orizzontale bianca, come a voler rimarcare la doppia personalità creativa.
Una linea bianca, essenziale, caduca.
Una linea che non si nasconde ma, presente su ogni dipinto, lascia trasparire una sua essenza diafana e provvisoria. Una separazione solo formale e che rimane sulla superficie dell’opera. Sotto di lei la continuità di una grammatica espressiva che la tiene galleggiante sul dipinto. Una linea che non divide ma, separando unisce nell’intenzione: Separati da una linea, uniti da un’idea, appunto.

Come tecnica s’ispirano a Jackson Pollock, ma solo per il suo dripping, tecnica presa a prestito proprio per non sottostare alla rigidità compositiva imposta da una figurazione limitante e banale, a vantaggio di una espressività capace di esternare interiorità nascoste ed emozioni profonde. Una delle caratteristiche più evidenti nel loro lavoro è senza dubbio la casualità che si materializza sull’opera attraverso le espressive gocciolature di materia, ma soprattutto di colore.
Un colore squillante e vivido, perché questi sono i colori della modernità che scorre rapida agli occhi di una generazione tradita ed abbandonata a se stessa dall’egoismo e dall’incapacità di chi ha preceduto, di coloro che avrebbero dovuto lasciare un mondo differente e non solo devastazione culturale la desolazione di un futuro senza possibilità.

I Patrì Iniziano la loro carriera artistica molto giovani, da autodidatti, come solamente gli artisti di strada possono essere; nessuna rigida accademia, nessuna regola; li accomuna il desiderio innato di creare per condividere la loro voglia di fornire altre spiegazioni, per dominare il caos- quello che loro chiamano il caso - attraverso schemi gestibili e per sperimentare altre figurazioni che vanno ben oltre l’apparenza, e per dire che ci sono altri modi per vedere il mondo e la società.
Spinti da una forte ambizione partecipano da subito a diverse mostre ed eventi, riscontrando un importante successo di pubblico e critica.


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"È vero, principe, che una volta avete detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza?" Dostoevski, L'Idiota

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