Roma, la piazza del Campidoglio e i Musei Capitolini.
Scopo del consueto articolo di chiusura di Pegaso è quello
di fornire una guida per il rapido viaggiatore, in modo che
nel poco tempo di permanenza nelle varie città possa
disporre di uno strumento utile per poter godere al meglio
delle bellezze artistiche del luogo.
Abbiamo cercato di volta in volta, città dopo città di
mettere in evidenza una struttura espositiva ed un’opera
caratteristica per il museo che la ospita e per la comunità
che la custodisce.
E’ da tempo che vogliamo parlare di Roma ma, non ci sarebbe
possibile essere tanto sintetici da racchiudere nelle poche
righe di un articolo migliaia di anni di storia dell’arte.
Ci siamo quindi domandati cosa sia maggiormente
rappresentativo per l’Urbe per essere “raccontato” in così
poco tempo. La Piazza del Campidoglio può fare al caso
nostro essendo stata spettatrice discreta di tanti eventi e
complice silenziosa dei tanti personaggi che la hanno
frequentata.
Se la piazza è per antonomasia il luogo dove si incontrano
gli uomini e dove si intrecciano gli avvenimenti nessun
luogo può raccontare meglio della Piazza del Campidoglio la
città eterna; se la piazza è il luogo che per tradizione
rappresenta la vitalità di una comunità essa rispecchia
perfettamente Roma ed i romani.
È in questa piazza che si sono vissute le più impegnative
battaglie politiche, è qui che si sono avvicendati i
rappresentanti delle più importanti famiglie della nobiltà
capitolina, è qui che chiunque, romano e non, ha voluto
lasciare una traccia scritta del proprio passaggio.
Sul colle si sono intrecciate le storie rumorose della
nobiltà romana, quelle silenziose degli uomini comuni,
semplici ed unici, inconfondibili romani dal carattere
tanto locale da divenire patrimonio culturale di un paese
che non riesce a farne a meno anche quando lo vorrebbe.
I personaggi del Campidoglio sono stati Papi ed Imperatori,
senatori e centurioni, attori ed artisti, intellettuali e
straccioni, faccendieri e politici, marchesi e prostitute;
nessun palcoscenico della storia ha visto tanta
eterogeneità di protagonisti in una quinta artistico
architettonica così unica ed irripetibile.

La
piazza del Campidoglio si trova sull’omonimo colle, il più
piccolo della città. Il rilievo era costituito da due
alture (l’Arx e il Capitolium) separate da una valle,
quella che corrisponde all’attuale piazza. Data la
difficile accessibilità per i suoi fianchi ripidi e
scoscesi divenne già dai tempi dei romani la roccaforte
della città.
Gli edifici principali, al contrario di oggi, erano
orientati verso il Foro dal quale saliva il Clivo
Capitolino, la strada che conduceva fino al tempio di Giove
Ottimo Massimo, il più importante ed imponente della Roma
antica, ai tempi di Giunone Moneta e di Veiove e, dell'Area
Capitolina; il Campidoglio era inoltre la sede
dell'archivio pubblico romano e della Zecca dell’età
repubblicana.
La costruzione del Palazzo Senatorio inizia nel 1257. Si
innesta sulle rovine dell'antico Tabularium ed era la sede
del Comune di Roma e la sede del Senatore, il più alto
rappresentante della città, custode della giustizia e degli
interessi dei cittadini.
L’edificio venne concepito come un blocco modulare a
parallelepipedo posto a chiusura della prospettiva del
colle dal lato del Foro. La facciata principale si apriva
verso l’attuale piazza attraverso una serie di loggiati con
archi a tutto sesto disposti su tre livelli. Nel 1299 viene
aggiunta una loggia e, l’anno successivo per volere di
Bonifacio VIII viene costruita una torre.
Il tribunale del Senatore era al primo piano, in una sala
con arcate in laterizio scandite da colonne antiche. Un
grande arco decentrato sulla destra della facciata segnava
l'ingresso principale dalla piazza. Nel corso del Trecento
il palazzo comincia a chiudersi come una fortezza; molte
arcate dei loggiati vengono tamponate; Bonifacio IX,
Martino V e Niccolò V costruirono torri-contrafforti e
rinforzarono i fianchi del possente edificio.
La piazza, così come si presenta oggi venne progettata
da
Michelangelo che la
pensò nei minimi particolari. Papa
Paolo III Farnese
gli affidò l’incarico in occasione del corteo trionfale
organizzato per
Carlo V nel
1536.
Secondo il cerimoniale il corteo sarebbe dovuto sostare
davanti alla sede del Comune ma, il Campidoglio era
impresentabile. Il Papa si vergognava dello stato di
degrado in cui si trovava il colle. Il Campidoglio ed il
Foro erano infatti chiamati "Monte Caprino" e "Campo
Vaccino"; il primo era utilizzato come pascolo mentre nel
secondo si teneva la fiera del bestiame. La piazza era
decentrata, decadente e spopolata rispetto ad una città che
viveva la sua frenesia altrove, fra il Tevere e il
quartiere di Borgo.
Sull'Arce, l'antica rocca, al posto del tempio di Giunone
Moneta sorgeva la chiesa di Santa Maria in Aracoeli. Delle
altre costruzioni antiche rimanevano solo le strutture del
Tabularium, ovviamente sfruttate per sostenere una delle
tante fortezze baronali della Roma medievale.
Nonostante tutto, per i Romani, il Campidoglio restava il
"colle augusto", il luogo più prestigioso della città e,
nel 1143, quando il popolo insorse contro il Papa, il
Campidoglio divenne il caposaldo della ripristinata
autonomia comunale, la sede del Senatore del Comune di Roma
e il luogo per le riunioni del popolo.

Michelangelo
affronta il progetto urbanistico con l’intento di
riqualificare il luogo dell’amministrazione civile su scala
monumentale; riprogetta completamente la piazza, cambiando
l’originario orientamento che la vedeva rivolta verso il
Foro e la orienta in direzione di
San Pietro come a
voler rimarcare che la basilica vaticana è il vero centro
della città. Nello stesso tempo vuole valorizzare il colle
in quanto patrimonio della città, unico punto di Roma da
dove si domina con un solo sguardo il passato e il
presente, il punto di unione tra l’antico Foro e la città
moderna.
Ridisegna il
Palazzo dei Conservatori eliminando
tutti gli orpelli medievali in modo da armonizzarlo con
il
Palazzo Senatorio. Ne
ridisegna la facciata scandendola con paraste giganti di
ordine corinzio su alti piedistalli, fiancheggiate da
colonne nel portico del pianterreno e, come nel Palazzo
Senatorio, una balaustra con statue concludeva in alto
l'edificio. La trasformazione michelangiolesca interessò
anche la conformazione interna del palazzo, riflessa dalla
mutata articolazione delle finestre del piano nobile;
quella centrale venne in seguito realizzata da Giacomo
della Porta molto più ampia delle altre, in deroga al
progetto originale.
Tra il 1542 e il 1554 Michelangelo progetta la meravigliosa
scalinata a doppia rampa che permette l’accesso alla nuova
sala del Senatore; la scala è il raccordo plastico tra la
piazza e il palazzo, elegante quinta architettonica per le
due statue antiche del Nilo e del Tevere. Progetta quindi
la scalinata della
Cordonata e la
balaustra che si rivolge verso la sottostante piazza
dell'Aracoeli.
La statua equestre in bronzo del
Marco Aurelio venne
trasferita dal Laterano nel 1538 per volere di Paolo III.
Viene posizionata al centro della piazza sopra il basamento
disegnato dallo stesso Michelangelo. Oggi, dopo un lungo ed
accurato restauro, la statua originale è conservata
nei
Musei Capitolini, mentre
quella nella piazza è una copia.
Alcuni dei progetti michelangioleschi per la facciata
furono più tardi ripresi da Giacomo della Porta che li
realizzò e li completò solo nell'ultimo decennio del
Cinquecento. L'antica torre quattrocentesca fu sostituita
dalla grandiosa torre campanaria realizzata da Martino
Longhi il Vecchio tra il 1578 e il 1582.
La piazza fu terminata solamente nel
XVII secolo, anche
se la pavimentazione a stella fu realizzata secondo i
disegni originali solo nel
1940.
La costruzione del Palazzo dei Conservatori risale alla
metà del 1400; era la sede della magistratura elettiva che
aveva il compito di amministrare la città. L'edificio era
caratterizzato nel suo aspetto originario da un porticato
al piano terra e da finestre a croce guelfa al piano
nobile, oltre che da una fila di finestrelle nel mezzanino.
Il Palazzo Nuovo fu costruito nel 1655 sotto la direzione
di Girolamo Rainaldi e del figlio Carlo; il suo
orientamento obliquo, che riprende quello del contrapposto
Palazzo dei Conservatori, era già segnato in precedenza da
un grande muro di contenimento dell'altura di S. Maria in
Aracoeli, al centro del quale era stata posta la fontana
con la statua del "Marforio", poi sistemata nel cortile del
Museo Capitolino. Il nuovo edificio, esternamente identico
al Palazzo dei Conservatori, fu caratterizzato da
un'organizzazione simmetrica degli spazi interni.
La costruzione del Palazzo Caffarelli Clementino, venne
iniziata da Ascanio Caffarelli nel 1538 sulle proprietà di
famiglia e venne completata solo dopo il 1680. Il Palazzo
si affacciava sul Cortile del Palazzo dei Conservatori ed
includeva al suo interno due giardini: il Giardino
Caffarelli e quello denominato in seguito Giardino Romano;
il grande portale su Via delle Tre Pile costituiva
l'ingresso monumentale alla proprietà. Il palazzo ha subito
nel corso dei secoli molte trasformazioni, che ne hanno
alterato la conformazione originaria. Dall'inizio
dell'Ottocento alla fine della prima guerra mondiale
l'edificio fu occupato dall'ambasciata di Prussia. Nel 1918
fu recuperato dal Comune di Roma e parzialmente demolito:
al posto dei piani alti dell'ala orientale fu ricavata la
grande Terrazza Caffarelli, mentre al piano terreno, in
parte smantellato per gli scavi del tempio di Giove
Capitolino, fu allestito un nuovo settore museale (Museo
Mussolini, poi Museo Nuovo).
I musei Capitolini nascono nel 1471 in occasione della
donazione alla città ed ai romani di un importante gruppo
di statue bronzee tra cui la Lupa, lo Spinario, il Camillo
e la testa di Costantino, provenienti dal Laterano da parte
di Sisto IV. Le statue avevano un forte valore simbolico;
con questa donazione il Papa si faceva prepotentemente
strada sul colle, luogo dell’autorità comunale e non del
potere religioso. La restituzione alla città delle statue
simbolo della passata grandezza acquistava un più alto
valore proprio per la loro collocazione sul Campidoglio,
centro della vita religiosa della Roma antica e sede delle
magistrature civili cittadine a partire dal medioevo, dopo
il lungo periodo di abbandono. Le sculture vennero
posizionate sulla facciata esterna e nel cortile del
Palazzo dei Conservatori. Sisto IV donando al popolo romano
le antiche statue in bronzo costituì il primo nucleo
consistente dei Musei Capitolini; il nucleo originario
venne quindi arricchito dalle successive acquisizioni dei
reperti provenienti dagli scavi urbani.
Alla metà del XVI secolo vennero portate in Campidoglio
altre importanti sculture tra le quali la statua di Ercole
in bronzo dorato dal Foro Boario, i frammenti marmorei
dell'acrolito di Costantino dalla Basilica di Massenzio, i
tre pannelli a rilievo con le imprese di Marco Aurelio, il
Bruto Capitolino ed alcune iscrizioni tra le quali i Fasti
Capitolini.
Nella seconda metà del '500 a seguito della decisione di
Pio V di liberare il Vaticano dalle immagini pagane, la
raccolta capitolina venne arricchita da un nuovo importante
gruppo di sculture; all'impostazione storica fino ad allora
prevalente si affianca quella più squisitamente estetica
pregio delle nuove acquisizioni.
Dal 1654, con la costruzione del Palazzo Nuovo sul lato
opposto della piazza fu possibile sistemare adeguatamente
la grande quantità di opere che si era accumulata nel
Palazzo dei Conservatori, collocandone una parte
nell'edificio appena costruito.

Il Museo
Capitolino viene inaugurato e aperto al pubblico da
Clemente XII solo nel secolo successivo, nel 1734 in
seguito all'acquisizione della collezione di busti e dei
ritratti già di proprietà del cardinale Albani. La
collezione di proprietà del nipote di papa Albani rischiava
di essere venduta così il Papa decide di acquistarla per
esporla pubblicamente nel Palazzo dei Senatori.
Nel 1750, Benedetto XIV per evitare la dispersione di due
importanti collezioni, la Pio Savoia e la Sacchetti viene
aperta la Pinacoteca Capitolina. Il Papa vi colloca anche i
frammenti della Forma Urbis severiana, la grande pianta
marmorea di Roma antica.
Verso la fine dell’ottocento in occasione degli scavi per
la costruzione dei nuovi quartieri nella Roma nuova
capitale d’Italia la collezione si arricchisce di
moltissime opere tanto da dover allestire nuove sezioni
espositive nel Palazzo dei Conservatori. Alcune sculture
trovarono posto in un padiglione a pianta ottagonale, la
"Sala Ottagona", appositamente costruito nel giardino
interno al primo piano del Palazzo dei Conservatori.
Anche in questo periodo ebbero luogo cospicue donazioni da
parte di collezionisti privati, tra le quali vanno
ricordate la Collezione Castellani di vasi antichi e la
Collezione Cini di porcellane.
Negli stessi anni con l'acquisizione di importanti
collezioni private e con i reperti numismatici provenienti
dagli scavi urbani venne costituito il Medagliere
Capitolino.
Nel 1952 fu ricavato in un'ala del Palazzo dei Conservatori
un nuovo settore di esposizione, denominato Braccio Nuovo.
Nel 1957, in occasione del III Congresso Internazionale di
Epigrafia Greca e Latina, venne inaugurata la nuova
Galleria Lapidaria dei Musei Capitolini nella Galleria di
Congiunzione, realizzata negli anni 1939-41 per il
collegamento dei palazzi capitolini; vi furono sistemate
circa 1400 iscrizioni antiche, latine e greche, provenienti
in parte dalle sale dell'Antiquarium Comunale sul Celio, in
parte dagli stessi Musei Capitolini.
Infiltrazioni d'acqua e di umidità hanno costretto a
chiudere al pubblico la Galleria Lapidaria; anche le sale
del Museo Nuovo e del Braccio Nuovo del Palazzo dei
Conservatori sono state successivamente escluse dal
percorso museale.
Nel 1997, per liberare gli ambienti interessati dai lavori
di ristrutturazione, le sculture esposte nel Museo del
Palazzo dei Conservatori, nel Museo Nuovo e nel Braccio
Nuovo sono state in gran parte temporaneamente trasferite
nel suggestivo spazio espositivo ricavato nell'ex centrale
elettrica dell'Acea sulla via Ostiense, la Centrale
Montemartini.
Il "Grande Campidoglio" è l’attuale progetto atto alla
valorizzazione dei capolavori artistici ed architettonici
del colle capitolino in rispetto della sua storica funzione
di rappresentanza politica; prevede l'ampliamento e la
risistemazione degli spazi destinati al complesso museale.
Lo scopo del progetto è la creazione di un percorso museale
completo, l'acquisizione di nuovi spazi espositivi, la
riorganizzazione di alcuni settori del museo e, la
riapertura delle sezioni chiuse.
Il Tabularium è stato riaperto al pubblico ed è stato
collegato agli altri edifici attraverso la Galleria di
Congiunzione. E’ stato inoltre risistemato lo spazio
espositivo di Palazzo Caffarelli e acquisito il Palazzo
Clementino, già sede di uffici. Il percorso museale è stato
arricchito da nuove sezioni: il Medagliere Capitolino e la
Galleria Lapidaria.
Ulteriori interventi riguardano la trasformazione del
Giardino Romano in grande aula vetrata e il riallestimento
della Collezione Castellani, delle sale degli
Horti
romani e
della sezione dedicata al tempio di Giove Capitolino.
Se i muri dei Palazzi avessero orecchie, se le statue del
Campidoglio avessero occhi, se i dipinti della pinacoteca
Capitolina potessero parlare chissà cos’altro potrebbero
dirci. La storia è raccontata dagli uomini e come tutte le
vicende umane soffre di vizi e strumentalizzazioni. Chissà
come sarebbe la storia se a raccontarcela non fossero gli
uomini ma le opere d’arte. L’arte è un libro aperto che
bisogna solo saper leggere. Solo i fatti, non le parole. E’
tutto scritto in un linguaggio differente meno scorrevole
ma più oggettivo. Per piazza del Campidoglio la storia è
inequivocabilmente scritta nelle sue architetture.

