La donna incarna l'equazione Terna:
Energia : Umanità = Futuro : Ambiente
La donna è ENERGIA, solare, eolica, pura, pulita,
(auto)ricaricabile, infinita.
La donna è la Madre Terra, accogliente, umida, genitrice
dell'UMANITA'.
La donna è il FUTURO del mondo, in lei si genera il cosmo,
passato e presente fluiscono in lei da generazioni.
La donna è L'AMBIENTE ideale dove tutto radica e fiorisce,
è marea, è nuvola d'acqua, che con la sua creatività e
emotività trasporta idee, valori, emozioni e le riversa
oltre i confini, ovunque ci sia bisogno di Lei.
La donna è Nike di
Samotracia, è
Venere di
Milo, la sua
bellezza è un valore etico e estetico e un contributo
all'armonia ambientale cosmica.
Le donne
sono la luce che illumina la vita.
Simona
Capodimonti, storica
dell'arte

Adele Ceraudo. Profilo
“fisico” e “psichico” d’artista
a cura di
Simona Capodimonti, storica dell’arte.
L’ARTISTA. “Scomposta” nei dettagli creativi della materia.
Adele Cerando
ha scelto di porre il corpo umano al centro della sua
ricerca espressiva come campo d’indagine privilegiato,
attraverso il quale conoscere il mondo e mostrarsi.
Il corpo infatti, inteso come luogo della memoria, dove
ogni cellula è testimone e custode di antiche esperienze
della coscienza collettiva, è al tempo stesso soggetto e
oggetto della rappresentazione; lo strumento attraverso il
quale l’artista si spinge alla scoperta di ciò che è fuori
di sé, e insieme ci svela un’interiorità complessa, non per
forza la sua ma più in generale quella dell’intera specie
umana e in particolare di quella femminile, in cui il corpo
diventa il principale interprete di emozioni forti e
talvolta contrastanti.
Per tale ragione il fisico viene spezzato, piegato,
duplicato, riflesso, scomposto, sezionato, reiterato tante
volte quanti sono gli stati d’animo, che si possono
attraversare, dalla gioia, al dolore, alla paura o
all’estasi, in pochi istanti a seconda delle circostanze.
Il corpo diventa allora campo minato e di battaglia nelle
contorsioni speculari in cui l’emotività esplode senza
freni, teatro di piacere e di dolore nelle sensuali pose
espressive, scenografia di stati d’animo nella sequenza
articolata delle forme, scomposte e poi ricucite, spazio
della provocazione e dell’esibizione, rifugio metafisico di
consolazione dalla sofferenza, laboratorio dove far
emergere le convenzioni sociali e smascherare le inibizioni
psichiche ancestrali.
E’ importante capire la continua alternanza, alla base
dell’opera dell’artista, tra il mondo delle luci e quello
delle ombre, che la spinge a trasformare il corpo, a
seconda delle situazioni, in idolo, in feticcio, in
modello, in oggetto sensuale o di culto, in mito
come Danae,
Leda
o
Medea
in
personaggio storico, antico o contemporaneo, da
Lucrezia
a
Irene,
o
prima tra tutte Eva,
e in una persona comune. Donne, incarnino esse, modelle,
sante, prostitute, maschere, trans, o donne ordinarie, sono
tutte accomunate dalla passionalità, fragilità, emotività,
creatività, tensione, sofferenza, e soprattutto dalla
straordinaria consapevolezza della forza del femminile.
Dopo ogni caduta, torsione, raccoglimento intorno al
dolore, c’è una rinascita, dietro alle parti scure, al non
finito di alcuni dettagli, parti cadute nel corso della
trasformazione darwiniana e psichica per la sopravvivenza,
ci sono bagliori di colore e lampi improvvisi, che sembrano
svelare le aperture della coscienza verso stati di
conoscenza sempre più elevati, così che la tecnica del
chiaroscuro e la danza dei corpi in movimento sembrano
alludere alla trasmigrazione delle anime e al ciclo perenne
di nascita e morte.
L’artista inoltre si sofferma spesso su un particolare,
ripetendolo all’infinito, a sottolineare il movimento di
un’emozione e la variabilità dell’animo umano, ribaltandolo
e sottraendolo all’insieme, in modo che non sia più
riconoscibile di per sé, per poi presentarlo in una nuova e
più complessa dimensione dove l’osservatore è chiamato a
svolgere un ruolo attivo, non solo in un gioco di
ricostruzione visiva come in un puzzle
ma
soprattutto nella comprensione del significato.
D’altra parte l’attitudine costante alla ricomposizione
dell’immagine e a una cura quasi maniacale dei dettagli si
rivela anche nella tecnica adottata dall’artista, la quale,
in base ad un’ideale posa corporea elaborata nel suo
immaginario, trae lo spunto da foto fatte a modelle dal
vero, per realizzare dei disegni a penna, i quali sono poi
riprodotti tramite scansioni computerizzate su diversi
supporti, quali tela, alluminio, rame o plexigrass, e
completati con l’ausilio di tecniche miste come dorature,
argentature, inserti di colore ad acrilico, o effetti di
luce.
La scelta di ritrarre in prevalenza donne, oltre ad una
chiara motivazione autobiografica, deriva dal riconoscere
nel femminile il Bello
ideale, che incarna
valori quali l’armonia, l’equilibrio o la perfezione delle
forme, unitamente a concetti più terreni come una vena
sensuale ed erotica, che un corpo di donna rappresenta per
eccellenza. Non a caso infatti, volendo inserire delle note
di colore nei dipinti, l’artista privilegia l’uso dell’oro
e del rosso, toni usati nelle vesti del famoso dipinto di
Tiziano l’Amor
Sacro e
Amor
Profano, dove il primo
è raffigurato appunto nudo con un drappo rosso sulla
spalla. La perfezione del corpo che Adele ritrae non è solo
ideale, ma soprattutto reale.
L’artista mostra di aver assimilato, se pur ancora talvolta
inconsapevolmente, la lezione delle Avanguardie artistiche
dei primi del Novecento, fondendo insieme la scomposizione
cubista del oggetto e la rappresentazione futurista
dell’immagine in movimento. Si avverte anche l’eco dello
spazialismo nella costruzione dell’opera, che avviene per
sovrapposizione di piani, dove gli inserti in oro sullo
sfondo filtrano attraverso lievi bucature della tela per
punti di luce aprendo lo sguardo sulla quarta dimensione, e
in una sequenza di generi, dalla fotografia, al disegno,
alla pittura, non è un’arte statica che si limita a
sezionare il soggetto ma un’arte in movimento, per cui
mentre osserviamo le sue opere sentiamo ballare, cantare,
ridere, piangere, gridare, gemere le donne che passano
davanti ai nostri occhi. Ceraudo si muove quindi nella
tradizione, più di quanto possa apparire all’apparenza, fin
ad arrivare ai giorni nostri alla body art, dove la sua
tecnica di trarre i disegni da scatti fotografici, ricalca
quella usata di Vanessa Beecroof, principale interprete di
tale genere, che si avvale del mezzo fotografico per
studiare le composizioni prima di mettere in scena le
istallazioni.

Tra Leda e Danae e la donna della porta accanto.
L’opera in
asta, dal titolo Leda
contemporanea “transgender” in Danae
rappresenta una
donna accovacciata in posizione fetale, che viene ripetuta
più volte, come in un gioco di specchi, in una progressione
animata di parti anatomiche. Nella parte destra della
composizione è riconoscibile la posa e i dettagli del seno,
del collo, del volto non finito, appoggiato al ginocchio,
quasi a cercare consolazione. Ella tiene la mano destra al
ventre, quasi in forma di protezione, mentre la sinistra
più che abbracciare le ginocchia a bilanciare la postura,
sembra provenire da una figura esterna non ben
identificata, che tenta di mantenere un equilibrio
instabile o semplicemente di accarezzare e confortare il
soggetto. L’originalità creativa dell’opera consiste nella
ripetizione del modulo di base, che dà vita ad un insieme,
di diverso e più amplio di significato, dove la matrice si
colloca solo come origine di un complesso processo
evolutivo. Questo si comprende se osserviamo la forma del
collo, che sfocia subito nel seno, dove si può vedere quasi
l’allusione alla forma del collo e del corpo di un cigno,
in cui è riconoscibile un riferimento al mito di
Leda
mentre
abbraccia il Cigno,
tratto dal ciclo degli Amori di Giove. La mano esterna
sarebbe quindi, in base a tale interpretazione, quella di
Giove, Deus
ex-machina che si
trasforma in cigno per sedurla. La piega sinuosa del
ginocchio ripete a poca distanza la posa e la sensazione
del corpo del cigno, così come la progressione del collo,
troppo corto, attaccato a un seno, ormai deformato nella
variante centrale della matrice, dà vita ad un’immagine dai
contorni indefiniti, in cui ognuno può divertirsi a vedere
ciò che assume un significato ai suoi occhi, come ad
esempio la trachea e uno stomaco, una pancia incinta, un
uovo, come quello da cui nasceranno i Gemelli Castore e
Polluce, i famosi Dioscuri, frutto dell’amore tra Leda e
Giove. La matrice, più progredisce da destra verso
sinistra, più si complica, si sovrappone, diventa sfocata,
il modulo si agita rispetto all’iniziale equilibrio
figurativo. Nella sequenza si apre improvvisamente al
centro uno squarcio dorato, che fa entrare una luce a
illuminare e scandire il movimento delle ombre. Tale
luminosità sembrerebbe alludere di nuovo all’apparizione di
Giove, sotto forma di pioggia d’oro, che scende a
fecondare Danae,
in posizione giacente, rinchiusa in una stanza. Leda si
trasforma quindi prima in Danae e poi in donna comune della
porta accanto, alle prese con i suoi quotidiani amori e
dolori, dove il cigno, l’oro, o la luce accecante che
filtra improvvisa da una finestra aperta, non sono altro
che la rappresentazione di un elemento e sovrannaturale che
interviene a sollevare il soggetto dalla sua condizione,
come effetto o proiezione riflessa all’esterno di una stato
interiore e inconscio. Così la Leda contemporanea che si è
trasformata in Danae non vuole altro che rappresentare la
condizione dell’essere che vive il divenire come stato
necessario alla sua sopravvivenza, dove il corpo è l’eco
dell’esperienza e la posa fetale sembra alludere alla
gestazione della creazione artistica. Ma al tempo stesso
la Leda-Danae
interpreta
anche la condizione contemporanea della donna, che ha perso
la sua identità, e giace afflitta, sconsolata, una donna a
tratti vinta dai trans, che deve riscoprire il proprio
ruolo sociale e affermarsi come unica e legittima
interprete dell’ autenticità del femminile.
Simona
Capodimonti, storica
dell’arte
CURRICULUM STORICO – ARTISTICO DI ADELE CERAUDO
Adele Ceraudo
nasce a Cosenza nel 1972 e trascorre l’infanzia tra Catania
e Messina. Diplomatasi al Liceo Artistico, frequenta la
Facoltà di architettura a Firenze, lavorando nel frattempo
come grafica, illustratrice ed attrice. Successivamente
frequenta corsi di restauro dei beni architettonici fra
Roma e Firenze, e finalmente nel 2007 prepara la sua prima
personale a Cosenza presso la galleria Le Muse, per poi
trasferirsi definitivamente a Roma e dedicarsi appieno al
disegno e al cinema.
Mostre
Set-2009 – “JUST WEARING
INK” – inauguraciòn presso Brossanova Espai D’Arti
Diversitat Cultural. Barcelona.
Giu-2009
-“JUST WEARING
INK” visioni a penna- mostra personale presso la Galleria
dell’Orologio, a cura di Teresa Emanuele. Roma
Mar-2009-
“ LE STANZE DI VENERE”-mostra collettiva,presso la Galleria
Cassiopea,a cura di Anny Baldassarre. Roma
Nov-2008-
“ARTISTI A TUTTO TONDO”- mostra collettiva,presso la
Galleria Ottagoni, a cura di Giuseppe Salerno. Roma.
Giu-
2008- “ARTE AL
100X100”- mostra collettiva presso la Galleria Ottagoni, a
cura di G. Salerno. Roma.
Apr-2008-
“IN ARTE”-prima edizione-mostra collettiva,con il
patrocinio della Regione Lazio, presso la Galleria Il
Canovaccio, a cura di Diego Simonetti, Maurizio Cardini.
Roma.
Sett.2008-Mar.2009-
Laboratorio teatro-studio,con Beatrice Bracco.
Mar-2007-
“ARTE VIVA” –
mostra collettiva,presso il Palazzo del Comune di Belmonte
Calabro, a cura di Miriam Peluso. Cosenza.
Gen-
2007- “ARTE PER LA
VITA”- mostra collettiva,a favore dell’Associazione ASIT,
presso la Galleria Le Muse a cura di M. Peluso.
Mar-
2006- “NUDI A
PENNA” il corpo dell’anima- mostra personale presso la
Galleria Le Muse, di M. Peluso.
Esperienze Professionali
1990/92 –
Illustratrice grafica presso agenzia pubblicitaria.Cs
1995
- Spot promozionale per programma musicale C'è Lorenzo?, su
Video Music, FI.
1996 - Partecipazione alla fiction Un
mostro da niente, Tv.
1997 - Tra i ruoli principali in Odi
et Amo, di M. Anania, Cinema.
1997 - Partecipazione in Ecco
fatto, di G. Muccino, Cinema.
1998 - Partecipazione in
Vuoti a perdere, di M. Costa, Cinema.
1998 - Cosmos Hotel,
di V. Venturi, Cortometraggio selezionato per il Sacher
Festival.
1999 - Don Giovanni, di V. Venturi,
Cortometraggio selezionato per il Sacher Festival.
1999 -
Installazione per Rimbaud, video-performance di T. Muto,
NOCTU, teatro sperimentale.
2000 - Casus ali fragili.di F.
Ettorre e T. Muto, Teatro NOCTU.
2000 - Tributo a Philip
Dick, video-installazione di F. Ettorre e T. Muto, Teatro
NOCTU.
2001 -
Taglio corto di G. Gargano,
Cortometraggio.
2001 - Partecipazione in Velocità massima,
di D. Vicari, Cinema.
2003 – La clinica dei sogni di
Graziano Misuraca, Cinema
2004 – Illustratrice grafica per
la Metacomunicando, agenzia di comunicazione (CS)
2005 –
Esposizione Personale - Club’s,caffè letterari,spazi
culturali - Roma
2006/07 – Preparazione alla prima mostra personale
“Nudi
a Penna,l’anima del
corpo”– Galleria Le Muse Cosenza
2007 – Mostra Collettiva
a favore dell’associazione ASIT (donazione organi) –
Cosenza
2007 – Mostra Collettiva Arte Viva – Belmonte
Calabro (CS)
2007/09 – Mostre collettive presso , gallerie e spazi
culturali – Roma 2009- “JUST WEARING INK”visioni a penna-
mostra personale- galleria dell’orologio - a cura di
T.Emanuele2009- “JUST WEARING
INK”inaugaracion-personale-Brossanova espai d’arti
diversitat cultural-Barcelona
Istruzione
1989/90
- Diploma Liceo Artistico Statale di Cosenza.
1990/91 -
Iscrizione al corso dì Laurea in DAMS presso l'Università
della Calabria.
1991/95 - Frequentazione del corso di
Laurea in Architettura presso l'Università di FI.
1995/96 -
Corsi di teatro presso: Teatro dell'Oriuolo e Teatro della
Limonaia, a FI.
1996/97 - Corsi di formazione per attori
con: B. Bracco e F. De Sapio, Roma.
1999/00 - Corso per
operatore informatico presso: Solutio Sistemi Informativi,
CS.
1999/00 - Laboratorio Teatro Movimento con Judith
Malina dei Living Theatre
2000/01 - Corso di Restauro dei
Beni Architettonici presso la Sovrintendenza del Comune di
CS.
2000/01 - Laboratorio Teatro Danza con Roberto Castello
presso il DAMS, Università della Calabria
2001/02 -
Iscrizione alla Scuola Nazionale dì Cinema Indipendente,
FI.
2003/05 - Iscrizione al corso dì Laurea in Scienze
Politiche presso l'Università della Calabria.
2008/09 –
Laboratorio di recitazione con Beatrice Bracco

